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Informazioni turistiche e\o itinerari suggeriti


Valiano
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Percorrendo le “Strade del Vino Nobile”, che si snodano per il territorio del Comune di Montepulciano, si arriva al Castello di Valiano. La zona di questo antico Feudo Medievale, incastonato tra Montepulciano, Cortona ed il lago Trasimeno, è caratterizzata da dolci e sinuose colline ricche di vigneti, ulivi e boschi ed è attraversata dall’omonima Reglia e dal Granducale Canale Maestro della Chiana. Il nucleo storico di Valiano si trova a 330 metri s.l.m. al centro dell’antico territorio comunale, dal 1774 annesso a quello di Montepulciano. Il borgo dell’antico Castello conserva ancora le caratteristiche essenziali dell’Architettura tipica medievale con le sue mura, i terrapieni, i contrafforti, le torri d’angolo e le strette viuzze qui chiamate “rughe”, che stanno quasi a sottolineare il vissuto della sua oramai millenaria storia. Un luogo storico da visitare di grande suggestione e di particolare tradizione gastronomica che affonda le radici nella notte dei tempi medievali ove risuonano ancora voci che rievocano le gesta degli antichi feudatari Fiorentini, Senesi, Perugini appartenenti alle famiglie dei Monte Santa Maria e dei Del Pecora. (Le notizie storiche sono tratte dagli Annali della Fiera di Valiano).


Il Castello di Valiano nel XIII° secolo
Valiano, storico Castello risalente al 1100, sorge su di una verdeggiante collina di arenarie, immerso in un pittoresco paesaggio toscano fatto di viti e ulivi. Tutt’oggi si leggono le impronte lasciate dalla civiltà Etrusca e Romana nei reperti archeologici e nel suo nome datogli dalla “gens valia”.Eretto sullo strategico attraversamento tra la Valdichiana Senese ed Aretina, per tutto il Medioevo fu sempre conteso dalle vicine città feudali di Perugia, Cortona, Siena, Firenze e Montepulciano. Nel 1427 accettò l’annessione a Firenze sotto il vicariato di Montepulciano godendo sempre di speciale autonomia comunale sino alle riforme leopoldine del 1774. Gli importanti e proficui lavori di bonifica in Val di Chiana intrapresi dal 1500 fecero crescere Valiano anagraficamente ed economicamente rendendolo celebre per la storica opera di ingegneria idraulica del “Callone” e del mitico “Ponte” sul Canale Maestro della Chiana. Si narra che Annibale, nel discendere dal Valdarno con i suoi eserciti, lo attraversasse per andare a sconfiggere le legioni romane nella leggendaria e storica battaglia del lago Trasimeno.

Chiesa di San Lorenzo Martire
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Si trova all'interno del centro storico del castello di Valiano di Montepulciano. Le sue origini risalgono al sec.XII°, periodo in cui fu costruito Valiano, castello fortificato su di una collina che domina la Valdichiana senese-aretina, situato sulla provinciale Lauretana che collega Montepulciano a Cortona. Il feudo valianese, data la sua rilevante posizione geografica sulla Valdichiana, fu conteso per secoli da Perugia, Orvieto, Arezzo e Siena; si sottomise volontariamente a Firenze nel 1427 rimanendo libero comune fino al 1774, anno in cui il granduca Pietro Leopoldo lo fece riunire a Montepulciano. Oggi dell'antico castello rimane una imponente torre rotonda, le fondamenta di altre tre torri, l'ex palazzo comunale, il cassero sul quale è stato costruito il campanile, il palazzo
del capitano e la primordiale ed unica porta di ingresso.
All'interno della chiesa plebana, intitolata a San Lorenzo Martire, si trovano la sacra immagine e la reliquia del santo patrono, i frammenti di un altare robbiano, un quadro su tavola di buona mano, un'urna cineraria romana, due statue in legno dell'Addolorata e di San Giovanni ed un artistico Crocefisso ligneo del 1500 di scuola cortonese acquistato dal pievano Vagnoli nel 1783 dalla ex Compagnia dei Grandi di Montepulciano; si racconta che al momento della apposizione sulla attuale croce un tale Vincenzo Rosadi, nel pronunciare ad un compagno la frase "picchia picchia che tanto è di legno", si sentì bagnare la fronte da alcune gocce che asciugatesele con un fazzoletto (tuttora custodito dalla famiglia Rosadi) si intrise di sangue. Viene festeggiato ogni 25 anni ed in suo onore ogni terza domenica di settembre viene disputato lo storico Palio dei Carretti delle sei contrade di Valiano. Pregiatissimi frammenti robbiani si trovano all'interno e all'esterno della cappella del Fonte Battesimale. Nel fondo della parete semicircolare sono murati alcuni pezzi: in alto, il Dio Padre benedicente con il libro della vita aperto alle pagine dove si leggono le lettere alfa ed omega; appena sotto, due angeli di colore bianco genuflessi sopra due nuvole in stucco bianco; in basso, un ciborio rettangolare con una centina decorata con foglie; ai lati, due coppie di cherubini di colore bianco su fondo azzurro. All'esterno della cappella, sopra l'arco a tutto sesto, sono stati collocati due angeli di colore bianco su fondo azzurro, che, librati in volo, reggono un cartiglio, L'angelo di sinistra regge la scritta: ECCE*PANE*QVI*DE*CELO*DESCENDIT mentre l'angelo di destra: QVI*MANDVCATVNC*PANE*VIVE*INETERNUM.

A coronamento dell'arco vi sono sette teste di cherubini. Se tutti i frammenti fossero ricomposti andrebbero sicuramente a costituire la composizione di un altare che anche se di incerta provenienza potrebbero appartenere tipologicamente al complesso delle opere realizzate da Andrea Della Robbia; le caratteristiche di alcuni elementi stilistici fanno ritenere che questi frammenti, di ottima fattura, siano databili intorno all'ultimo decennio del Quattrocento, forse al 1495.

Montepulciano
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La splendida cittadina, che per le sue vestigia artistiche e architettoniche è stata chiamata la "Perla del '500", conserva intat
ta la sua bellezza. Salendo per i ripidi borghi, il visitatore scoprirà bellissimi palazzi e chiese dove i massimi architetti del Rinascimento trasfusero la loro arte impareggiabile. Da vedere la splendida Piazza Grande, con il Duomo dalla facciata incompleta e il Palazzo Comunale; tutto intorno palazzi rinascimentali.

Nella valle sottostante il paese, in un panorama indimenticabile, risalta la mole elegante del Tempio di San Biagio. Montepulciano è anche un centro dalla vivacissima attività culturale: tra le manifestazioni più note il "Cantiere Internazionale d'Arte" e la rappresentazione popolare del "Bruscello". All'economia agricola, sempre importantissima, si affianca oggi una spiccata vocazione turistica, che vede una delle componenti più importanti nelle Terme di Montepulciano, in località S.Albino, dove vengono sfruttate le proprietà curative di acque e fanghi.

Cortona
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Fu una delle 12 città della confederazione etrusca, e delle sue primitive mura ciclopiche si possono ancora oggi osservare imponenti tratti appena modificati da mura medioevali. Salvo pochi bei palazzi rinascimentali, il carattere prevalente degli edifici cortonesi è medioevale e contribuisce a conferire alle strette ed erte strade un aspetto molto suggestivo.
Data la posizione elevata (600 m. s.l.m.) da ogni punto di Cortona si gode una stupenda vista che abbraccia tutta la Val di Chiana.

Nel Museo dell'Accademia Etrusca, fra le molte opere di ogni periodo emergono: il lampadario etrusco detto appunto di Cortona, uno dei più celebrati bronzi dell'antichità; e la "Musa Polimnia", pittura ad encausto di epoca romana, di straordinaria bellezza.Nel Museo Diocesano, oltre ad opere di Luca Signorelli, il grande pittore rinascimentale nativo di Cortona, si trova una delle più belle "Annunciazioni" del Beato Angelico. Notevolissime le chiese medioevali di S. Francesco e di S. Domenico, il Palazzo Casali medioevale con facciata rinascimentale, le chiese rinascimentali di S. Maria Nuova e di S. Niccolò, nelle quali si custodiscono opere d'arte di gran pregio. Fuori città si trovano la tomba etrusca detta "Tanella di Pitagora" (II sec. a.C.) in località Cannaia; tombe etrusche a ipogeo del sec. VI e VII a.C. in località Sodo; in località Metelliano la chiesa romanica di S. Angelo; ed al Calcinaio il bel tempio cinquecentesco di S. Maria delle Grazie. Il convento delle Celle, fondato da S. Francesco, è uno dei luoghi più suggestivi della zona. La "Via Crucis" del Severini (sec.XX) segue la mistica rampa che unisce il centro abitato al sovrastante santuario di S. Margherita, a sua volta dominata dalla possente struttura della Fortezza del Girifalco.

Pienza
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In origine "Castello di Corsignano", Pienza prese il nome attuale in onore del Papa Pio II Piccolomini, che ne avviò, nella seconda metà del '400 la ristrutturazione con la quale si tendeva a concretizzare l'immagine utopica di città ideale. Tutto il borgo è un piccolo gioiello da vedere, ma in particolare bisogna soffermarsi nel Duomo, che raccoglie oper di Giovanni di
Paolo, Matteo di Giovanni del Vecchietta, di Sano di Pietro; vi è pure un altare marmoreo attribuito al Rossellino, l'architetto che ebbe da Papa Pio II l'incarico di ridisegnare la città.

Adiacente al Duomo vi è il "Museo Diocesano", dov'è possibile ammirare opere della scuola del Sodoma e di Sano di Pietro, arazzi fiamminghi del '400 e '500. A pochi metri è invece il bellissimo Palazzo Piccolomini, edificato su disegno del Bronzino e del Beccafumi. A valle del paese si sviluppa il paesaggio incantevole del "Parco Artistico Naturale e Culturale della Val d'Orcia", con calanchi, campi ondulati e le famose balze cretacee.

Chiusi
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Già importantissima in epoca etrusca, Chiusi visse il suo periodo di massimo splendore all'epoca del leggendario Re Porsenna. Importantissimi reperti frutto di scavi archeologici che proseguono con successo anche attualmente, sono visibili presso il "Museo Archeologico Nazionale Etrusco". Di fronte a questo c'è il Duomo, già esistente nel XII secolo
e trasformato nel 1585; adiacente all'edificio è stato istituito negli anni '30 il "Museo della Cattedrale", che custodisce importanti reperti tra cui dei preziosi messali miniati.

Nel territorio sono state anche riportate alla luce delle tombe etrusche come quella della Pellegrina, quella della Scimmia, del Leone, quella della Pania e numerosissime altre. Il cristianesimo si diffuse in questi luoghi molto rapidamente; ne sono prova le Catacombe di Santa Mustiola e di Santa Caterina. Oltre alle catacombe è visitabile il cosiddetto "labirinto di Porsenna", consistente in un intricato sistema di cunnicoli sotterranei, che porta alla Cisterna risalente al I secolo d.C.. Per tutto questo, ma anche per le notevoli attrattive naturali, Chiusi sta sviluppando la propria vocazione turistica. Un importante richiamo è costituito dal lago di Chiusi, a valle della città, tranquillo specchio d'acqua dov'è possibile fare pesca sportiva e bird watching.


Altri luoghi di rinomato interesse nelle vicinanze sono: Chianciano Terme (a 25 Km), Cetona (a 33 Km), S. Quirico d'Orcia, Trequanda (a 31 Km), Castiglione del lago ed il Lago Trasimeno(a 16 Km) e tante altre ancora.